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"VERSO VENEZIA 2015 - I giornata: l’attualità di un Veneto che lascia le Grandi Opere incompiute

In Veneto la maggior parte delle Grandi Incompiute. Uno studio del Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri analizza le cause di ritardi e conseguente lievitazione dei costi.

«Sono state ben poche le principali “Grandi Opere”, completate tra quelle incluse nel Programma delle infrastrutture strategiche definite dalla Legge Obbiettivo nel 2001 – spiega Fabio Bonfà Vicepresidente Vicario del Consiglio Nazionale Ingegneri - mentre i costi hanno subito una vera e propria impennata. Dall’analisi di 27 grandi opere italiane compiute dalla CGIA dei Mestre, risulta che a fronte di un costo per l'ultimazione dei lavori stimato al 31 dicembre 2014 in 223,6 miliardi di euro, mancano 134,6 miliardi, pari al 60% del totale.

Ventisei di queste Grandi Incompiute sono in Veneto regione nella quale risultano mancanti quasi 534 milioni di euro per portare idealmente a termine tutti i lavori in corso - conclude infine l’Ing. Fabio Bonfà.»

Il Convegno di Mestre ha lanciato le basi per il Congresso Nazionale: Lo studio del CNI

Venerdì 12 all’Hotel Laguna Palace di Venezia Mestre, il Consiglio Nazionale Ingegneri in collaborazione con l’Ordine Ingegneri di Venezia ha organizzato un appuntamento preparatorio al congresso nazionale dell’Ordine degli Ingegneri, in programma per la fine di settembre, per centrare l’attenzione sul tema del Rilancio delle opere pubbliche e della riqualificazione della progettazione in Italia come fattore di crescita.

Le possibilità di ripresa economica del Paese passano per una molteplicità di fattori tra i quali il rilancio degli investimenti nel comparto delle costruzioni e degli investimenti nel vasto sistema delle opere pubbliche.

Secondo il Centro Studi del CNI si stima che le opere pubbliche attualmente incompiute siano 574, le quali, se completate avrebbero potuto sviluppare investimenti per 2,1 miliardi di euro. Appena 137 delle 574 opere in programma sono solo parzialmente fruibili mentre la restante maggioranza non è fruibile in nessuna delle sue parti. Le cause:

  • mancanza di fondi nel 51% dei casi
  • cause tecniche, nel 31% dei casi;
  • fallimento o concordato preventivo dell’azienda o del raggruppamento realizzatore dell’opera nel 28% dei casi;
  • sopravvenute nuove norme tecniche o nuove disposizioni di legge nel 12%;
  • mancato interesse al completamento nel 6% dei casi.

La Legge Obiettivo del 2001: miliardi di opere previste; pochissime quelle ultimate

Emblematico è il caso delle Grandi Opere previste nella legge Obiettivo del 2001. Dei 285 miliardi di opere inserite nel programma, quelle ultimate valgono appena 23,8 miliardi pari all’8,4% del totale.

È sconfortante il confronto tra la situazione dell’Italia con quella dei Paesi industrializzati che negli ultimi 6 anni hanno messo in atto strategie di contrasto alla recessione in atto e progetti di rilancio delle infrastrutture pubbliche attraverso sforzi finanziari e migliorando il sistema di governance di tali investimenti, con norme più chiare e controlli efficaci sulla realizzazione di opere pubbliche.

I dati degli ultimi tre anni indicano che tutti i principali paesi europei hanno avviato una fase di rilancio degli investimenti e spese connesse ad opere pubbliche. Anche la Spagna, dove il settore si è rivelato in forte contrazione dopo il 2008, negli ultimi due anni sembra avere invertito il ciclo in senso positivo.

L’Italia registra, dunque, su questo fronte una situazione particolarmente complessa. Si stima che il valore degli investimenti in opere pubbliche sia passato da 46,7 miliardi nel 2010 a 35,9 miliardi nel 2014, con una flessione del 23% a valori correnti.

La caduta degli investimenti in opere pubbliche, registrata in concomitanza con l’avvio della crisi nel 2008, appare quasi una “crisi nella crisi” e il rilancio degli investimenti in opere pubbliche che avrebbe dovuto rappresentare la vera leva della ripresa del Paese non si è fino ad oggi verificato. Ciò anche per la molteplicità di aspetti critici che generalmente caratterizzano l’intero iter di realizzazione di un’opera pubblica, sia di grandi dimensioni e di particolare impatto strategico, che di dimensioni più contenute.

Secondo il Centro Studi del CNI stima che le opere pubbliche attualmente incompiute siano 574, le quali, se completate avrebbero potuto sviluppare investimenti per 2,1 miliardi di euro. Appena 137 delle 574 opere in programma sono solo parzialmente fruibili mentre la restante maggioranza non è fruibile in nessuna delle sue parti.

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