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"VERSO VENEZIA 2015 - II giornata: Ingegneri sentinelle ambientali

La prevenzione batte l'emergenza 10 a 1. Tradotto, investire 1 euro in prevenzione significa risparmiare i 10 necessari per le politiche emergenziali da mettere in campo dopo gli eventi climatici. Gli ingegneri sentinelle, quindi, anche dell'ambiente. Lo ha spiegato il presidente del Cni Armando Zambrano introducendo la seconda giornata di "Verso Venezia 2015", la due giorni organizzata dal Consiglio nazionale degli Ingegneri a Mestre, tappa di avvicinamento al congresso previsto nel capoluogo veneto dal 30 settembre al 2 ottobre. Temi affrontati durante il duplice appuntamento del 12 e 13 giugno le opere pubbliche - e relativi investimenti - e il dissesto idrogeologico. La questione prevenzione, sostenuta dal Cni, conduce direttamente  a quella legata alle risorse: i circa 8 miliardi in possesso della Struttura di Missione potrebbero essere utilizzati, secondo gli ingegneri, migliaia micro interventi di sistemazione e recupero  del territorio nazionale, gestiti ovviamente seguendo i tre criteri basilari indicati dalla categoria: trasparenza, tempestività ed efficacia. "Non è davvero più pensabile - ha spiegato ancora Zambrano - affrontare il tema della sicurezza a colpi di emergenza, siamo per una strategia complessiva ed integrata tra tutti i soggetti protagonisti delle attività anti dissesto". Nel corso della tavola rotonda che ha caratterizzato la giornata e alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario all'Ambiente Barbara Degani e il responsabile della Struttura di Missione Erasmo D'Angelis, sono emerse ancora di più le criticità di un territorio fragile, lo stesso D'Angelis ha confermato come il costruito in Italia sia passato dal 2,5% al 7%, aumentando drasticamente il livello di antropizzazione. Sempre la prevenzione è poi costretta a fare i conti con un preoccupante deficit organizzativo e culturale se, come emerso dall'incontro di Mestre, molti comuni italiani non è dotata neppure di un piano di Protezione Civile. Difficile in un contesto che chiama in causa anche la trasparenza, invocata dallo stesso Cni, evitare il tema delle procedure d'appalto: "Da un lato - conclude Zambrano - è evidentemente necessario attivare un processo di maggiore qualificazione delle Stazioni appaltanti e che dall’altro tuttavia la funzione di programmazione e controllo svolta da queste ultime dovrebbe essere tenuta quanto più possibile distinta dalle attività di progettazione, da affidare a tecnici esterni". 

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