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Rischio idrogeologico, la priorità  si chiama prevenzione: Massimo Coccato e Gian Pietro Napol

"Territori impermeabili e urbanizzazioni scellerate"
Massimo Coccato, Vice-Presidente dell’Ordine Ingegneri di Padova 

Padova, 11  novembre 2014 – Il sempre più frequente presentarsi di eventi meteorologici particolarmente intensi, che provocano ingenti danni alle popolazioni, alle strutture, alla viabilità ed alle attività produttive del nostro territorio, conducono a delle importanti riflessioni in termini di sostenibilità e di prospettive future.

Le esondazioni di importanti fiumi, tra i quali il Bacchiglione, il Tesina, il Muson, nonché i livelli idrometrici raggiunti in gran parte dei corsi d’acqua presenti nel nostro territorio - afferma Massimo Coccato Vice-Presidente dell’Ordine Ingegneri di Padova - avevano costretto i Municipi locali, a sgomberare le case sfollando centinaia di persone confermando la necessità di intervenire urgentemente per la mitigazione del rischio idrogeologico. Gli effetti di tali eventi sono quasi sempre acuiti e drammaticamente amplificati da una gestione non programmata dei suoli e dall'assenza di una rigorosa politica di pianificazione, manutenzione e prevenzione territoriale. Infatti, il continuo sviluppo urbanistico, il consumo del suolo, l'omessa manutenzione del sistema idraulico locale, la riduzione del terreno agricolo rendono ancor più critica la fragilità del nostro territorio, da sempre soggetto ad alto rischio di dissesto idrogeologico. Si rende quindi necessario affrontare tale problematica in modo omogeneo ed ad ampia scala pianificando adeguatamente gli interventi prioritari da realizzarsi, sia sui corsi d’acqua principali che su quelli secondari, secondo l’impostazione adottata, con il Piano delle Azioni e degli Interventi di Mitigazione del rischio idraulico e geologico, dalla Regione del Veneto a seguito dell’alluvione del 2010. L’estensione di tale strumento di programmazione a tutti i corsi d’acqua, incluse le reti consortili e fognarie, consentirebbe di far sintesi dei vari strumenti predisposti dai diversi Enti che hanno competenza in tale settore e di individuare, in una scala di priorità, gli interventi per i quali è più urgente il reperimento delle risorse necessarie per la loro realizzazione. Tale approccio, che privilegia un quadro organico e sinergico di azioni, nonché il lavoro costante e razionale di manutenzione ordinaria del territorio, consentirebbe di evitare ripetuti e ingenti danni alle persone e alle imprese – conclude l’Ing. Coccato – per questo motivo noi ingegneri chiediamo alle autorità di avviare tale percorso virtuoso.
 

Da Il Mattino di Padova - 12 Novembre, pag. 6

Rischio idrogeologico
Intervista a Gian Pietro Napol, Presidente FOIV

Il cambiamento del clima con i sempre più frequenti e intensi fenomeni meteorologici - le cosiddette bombe d'acqua - aggrava la vulnerabilità del nostro territorio veneto, già fragile sia dal punto di vista idrogeologico che idraulico.

La principale causa – dichiara l’ing. Gian Pietro Napol, Presidente FOIV-  deriva in primo luogo dalla consistente e, per certi versi, esagerata cementificazione degli ultimi cinquant’anni, che ha ridotto i tempi di corrivazione. A questo si aggiunge la mancata manutenzione e pulizia degli alvei, degli argini dei fiumi e canali e, come nel recente caso del Bisagno di Genova, la carenza di sezione e quindi di portata, provoca le esondazioni.

LE PROPOSTE FOIV
Abbiamo di recente istituito un Gruppo di Lavoro sul rischio idraulico, costituito da ingegneri esperti che operano sul territorio, per raccogliere informazioni e redigere una mappatura delle principali criticità presenti sul territorio regionale e trasmetterle a  Enti e Istituzioni competenti (Regione, Sezioni di Bacino, Consorzi di Bonifica) implementando le banche dati esistenti.

LE ASPETTATIVE
Alla Regione il compito di redigere un Master Plan delle portate e delle criticità dei corsi d’acqua che scorrono sul territorio regionale. Questo necessariamente il primo passo per dare corso alla progettazione e alla realizzazione delle conseguenti e necessarie opere idrauliche, al fine di scongiurare possibili esondazioni quali quelle tragiche che hanno mietuto vittime a Refrontolo in provincia di Treviso e quelle che hanno comunque gravemente danneggiato centri abitati e zone rurali in tutta la regione.

Auspichiamo inoltre – conclude Gian Pietro Napol  – che lo Stato, e di conseguenza le Regioni destinino maggiori risorse economiche per la salvaguardia del territorio. Ricordo che le entrate dello Stato per la cosiddetta tassa ambientale, a carico delle attività che inquinano, ammontano a 47 miliardi di euro all’anno e di questa, che dovrebbe essere una tassa di scopo finalizzata alla tutela dell’ambiente, solo 470 milioni sono stati destinati a tal fine nell’ultimo anno.

Intervista andata in onda il 25.11.2014 per Asterisco Informazioni su 7 Gold.

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